Resoconti del girovagare per svago, curiosità e cultura
A Modica ci ha colpito più l'aspetto generale della città che i singoli monumenti. Va detto però che la nostra visita è stata davvero affrettata, ansiosi come eravamo di raggiungere Ragusa.
A fatica siamo riusciti a parcheggiare vicino alla Chiesa di San Giovanni con sua stupenda scalinata d'accesso e la bella facciata barocca. L'interno invece è piuttosto sobrio. Abbiamo apprezzato maggiormente la vista dall'alto della piazzetta sottostante con gli anziani in placide chiacchiere all'ombra dei carrubi.
Ci siamo incamminati poi lungo la via Morana con le sue case di tufo, i balconcini e le ripide scalette sino al Belvedere Pizzo da cui si gode una stupenda vista panoramica sulla parte basse della citta.
Ricostruita dopo un devastante terremoto del 1693, Modica "costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca". Osservandola dal belvedere appare distesa in un ampia valle solcata da quello che sembra essere un corso d'acqua. Le case e le strade, ai diversi livelli, ne seguono il corso ondulato offrendo un'immagine armonica e ordinata.
Leggendo poi, scopriamo che nella valle scorre effettivamente un torrente, il Modicano, oggi ricoperto e diventanto l'attuale Corso Umberto.
Siamo poi ripartiti, trascurando purtroppo tutta la parte bassa concedendoci solo una brevissima vista del Duomo di San Giorgio .
Modica è una città molto bella ma abbiamo commesso l'errore di inserirla in una gita quasi che potessimo visitarla come i famosi "turisti giapponesi in torpedone". E' un luogo in cui fermarsi, scordarsi l'auto e scoprirla a piedi con calma.